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Ingredienti del gelato a cura della nutrizionista Dott. Elisabetta Bernardi   
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Anche se pensiamo di essere composti da pelle, capelli, unghie, muscoli, organi, il nostro organismo è fatto per lo più da acqua e l’acqua rappresenta uno dei più importanti nutrienti dell’organismo, essenziale per mantenersi in vita. Se si può resistere fino a sei settimane senza cibo, non si può vivere più di una settimana senza acqua.
Tutte le reazioni dell’organismo avvengono nell’acqua, compresi il processo digestivo, l’assorbimento, il trasporto e l’utilizzazione dei nutrienti. L’acqua inoltre è il mezzo attraverso il quale l’organismo elimina i propri “rifiuti” ed è indispensabile per la regolazione della temperatura corporea.
Attraverso la sete, l’organismo regola la quantità di acqua da assumere, ma avere sete vuol dire essere già in un stato di parziale disidratazione, perché il meccanismo della sete ha un tempo di risposta ritardato. Per questo è importante bere anche in assenza dello stimolo della sete.
L’acqua è presente nel nostro organismo soprattutto nei muscoli, nella massa magra, che è composta da circa il 70% da acqua mentre il tessuto adiposo ne contiene solo il 25%. Anche le ossa contengono acqua (22%).

Quali sono le conseguenze della disidratazione?
Perdere acqua dall’organismo per il 10% del proprio peso, causa un’estrema debolezza e il rischio di un colpo di calore, ma già con una perdita del 2% viene alterata la capacità dell’organismo di regolare la temperatura corporea e comincia a manifestarsi il senso di sete.
Compaiono crampi, debolezza e una maggiore irritabilità, con una disidratazione intorno al 5% mentre intorno al 7% si possono avere anche allucinazioni.

Quanto è necessario bere?
È necessario bere almeno 1.5-2 litri di acqua al giorno, che corrispondono a 8-10 bicchieri. Le quantità aumentano notevolmente se si vive in un ambiente molto caldo o molto freddo, se si pratica attività fisica, se si è bambini o anziani. Anche passare molte ore della giornata in ambienti con l’aria condizionata, o i lunghi viaggi aerei promuovono la disidratazione.
Durante la gravidanza e l’allattamento aumentano notevolmente i fabbisogni di acqua, come del resto quando si ha la febbre o si perde acqua a causa di tossinfezioni alimentari.

Lontano o durante i pasti?
L’acqua va bevuta, prima, durante, dopo e lontano dai pasti. La prima regola è infatti quella di bere. Per avere un leggero effetto sulla durata della digestione bisognerebbe bere più di un litro di acqua durante il pasto. Bere acqua durante i pasti ha invece l’importante azione di facilitare la digestione e di attenuare la sensazione di pesantezza che ci coglie dopo mangiato.

Bere troppa acqua o l’acqua “sbagliata” aumenta la ritenzione idrica e può far ingrassare?
La ritenzione idrica dipende per lo più dal sale (cloruro di sodio) che assumiamo e il contenuto di sale dell’acqua, qualsiasi acqua, è molto ridotto rispetto a qualsiasi alimento. Ogni giorno bisognerebbe assumere al massimo 2400 milligrammi di sodio e se anche bevessimo un acqua sodica  (sodio > 200 mg per litro) un litro fornirebbe più o meno la quantità di una piccola fettina di salame o un cucchiaio raso di parmigiano. Normalmente nelle acque è presente una quantità intorno ai 10-30 mg di sodio per litro, quindi decisamente limitata. L’idea di limitare la ritenzione idrica con un'acqua povera di sodio non ha quindi legami con la realtà.
L’acqua poi non può far ingrassare, sia essa liscia, gassata o del rubinetto, perché non contiene calorie.

L’acqua oligominerale, povera di sali, non è consigliata a chi pratica attività fisica e ai bambini. In quest’ultimo caso andrebbe alternata ad acque più ricche di sali,  in quanto una diuresi eccessiva può impoverire di sali minerali un organismo in crescita.
 
 
 
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