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a cura della nutrizionista Dott. Elisabetta Bernardi |
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come mi piace: coppetta, stecco o ghiacciolo?
Ogni momento è buono per un gelato, soprattutto per la grande varietà di offerta. Possono variare gli ingredienti tra i gelati a base di creme e quelli a base di frutta, può variare la consistenza, e può variare la forma in un interminabile lista di possibilità diverse.
Il Cornetto®, un classico dei gelati Algida, racchiude in una cialda croccante e profumata, una crema di latte densa arricchita da nocciole e cacao. In questo caso le proprietà nutrizionali del gelato a base di latte si arricchiscono degli acidi grassi essenziali, derivati dalle nocciole, e dei carboidrati complessi derivati dalla cialda, per rendere il cornetto ancora più completo dal punto di vista nutrizionale.
Anche i gelati racchiusi dal biscotto hanno qualcosa in più dal punto di vista nutrizionale, perché il biscotto provvede a una quota di carboidrati a lento rilascio, che fornisce energia nel tempo.
I gelati su stecco nella loro variabilità offrono molte possibilità. Sono per gli amanti del gelato puro, e si differenziano negli ingredienti. I Magnum® per esempio sono a base di latte e il loro valore nutrizionale deriva proprio da questo prezioso ingrediente, che li arricchisce di proteine, calcio e vitamina B2.
La presenza di cioccolato tra gli ingredienti del gelato migliora il profilo lipidico dell'alimento perché incrementa la quota di grassi insaturi a scapito dei grassi saturi.
Ma un classico dei gelati su stecco sono anche i ghiaccioli, che sono privi di latte, non contengono grassi, ma solo zuccheri. Hanno un potere rinfrescante maggiore e reintegrano velocemente acqua e zuccheri. I ghiaccioli hanno anche un effetto digestivo, soprattutto se contengono succhi di frutta. Per il loro basso potere calorico possono essere consumati anche dopo un pasto abbondante, ma sono importanti anche nelle fasi di recupero, perché per il loro contenuto in zuccheri semplici (saccarosio e fruttosio) sono in grado di fornire energia di pronto utilizzo.
Quando nei gelati è presente la frutta o il cioccolato tra i suoi ingredienti, si assumono oltre ai nutrienti classici del gelato anche sostanze protettive per le cellule del nostro organismo. Sostanze antiossidanti che si mantengono per lo più inalterate durante la preparazione e la conservazione del gelato. Inoltre i gelati alla frutta possono contribuire all'apporto di fibra alimentare, vitamine e sali minerali.
Ma non dimentichiamo la coppetta e la vaschetta, forse il più antico modo di assaporare il gelato e il preferito ancora da molti estimatori. Tra questi, accanto ai classici gelati a base di creme e frutta, ci sono quelli a base di sola frutta, generalmente meno calorici.
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come si conserva?
È un piacere gustare il proprio gelato preferito a casa, o assaporare le torte gelato o il gelato in vaschetta comodamente seduti sul divano davanti al televisore. Ma spesso ci si chiede: per quanto tempo posso conservare il gelato nel freezer? Avrà le stesse caratteristiche rispetto al gelato appena acquistato?
Uno dei problemi più frequenti legati alla conservazione del gelato è la possibilità che si formino grandi cristalli di ghiaccio, ma questo dipende totalmente dalle condizioni in cui si è conservato, e da queste dipende anche la durata del prodotto.
Innanzitutto quando si acquista un gelato è bene:
- verificare sempre l’integrità della confezione. Verificare sempre la data di scadenza o l’indicazione “da consumarsi preferibilmente entro” e non acquistare un prodotto vicino alla data di scadenza se non si è certi di riuscire a consumarlo entro quella data.
- leggere l’etichetta con grande attenzione. Non solo le etichette oggi sono ricche di informazioni nutrizionali, ma danno sempre più anche consigli su come conservare l’alimento che si è acquistato.
- ridurre il tempo tra l’acquisto e la refrigerazione domestica. Evitare di lasciare la busta della spesa in macchina per tempi lunghi, anche se la temperatura esterna è fredda.
Il gelato si conserva nel freezer domestico ad una temperatura di -15°/-18°C ed è preferibile non scongelare e ricongelare il gelato, altrimenti si altera la sua struttura.
Quello che è necessario evitare maggiormente sono le fluttuazioni di temperatura durante le fasi di acquisto e di conservazione. Se si pensa di acquistare gelati per il consumo casalingo, potrebbe essere necessario, soprattutto durante le calde giornate estive portarsi dietro una borsa termica, preferibilmente con i mantenitori del freddo precedentemente conservati in freezer.
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come si mangiava?
La conservazione dal deterioramento è stata una delle sfide più importanti che ha accompagnato la storia dell’uomo. Ma la storia del gelato, non nasce forse da questa esigenza, ma semmai dalla gradevolissima sensazione che si ha nel magiare un alimento freddo.
Si parla per la prima volta di gelato in un documento di un poeta greco vissuto nel 500 a.C. ad Atene, in cui si descrive l’abitudine di preparare bevande rinfrescanti con limone, miele, frutta e con neve o ghiaccio. In Arabo le bibite ghiacciate venivano chiamate "cherbet", da cui forse la parola italiana sorbetto e in Sicilia il sorbetto alimentò una grande tradizione che si diffuse in tempi molto rapidi anche a Roma. I Romani impiegarono, infatti, la neve dell’Etna per la preparazione del “sorbitium”, un gelato a base di frutta e miele, di cui sembra fosse ghiotto Alessandro Magno. Ma nell’ antica Roma il piacere di consumare bevande mescolate a neve e ghiaccio non era solo privilegio dei ricchi.
Per una diffusione maggiore del gelato è necessario aspettare il settecento. Il gelato era infatti molto apprezzato da Caterina de’ Medici, e ai suoi cuochi fiorentini si deve la diffusione nella metà del sedicesimo secolo alla corte francese.
Nel frattempo in Sicilia si sviluppa un cambiamento decisivo alla ricetta originale: la sostituzione del miele con lo zucchero e l'aggiunta del sale mescolato al ghiaccio per far durare di più il gelato.
È di un intraprendente italiano la prima gelateria aperta a Parigi. Francesco Procopio nel 1686 si trasferisce a Parigi e apre il "Café Procope". Ma l'alto costo dello zucchero destinava questa prelibatezza alle soli corti ed alle tavole altoborghesi.
Cento anni più tardi il gelato era una delle ricette immancabili nei libri di cucina della borghesia inglese. Nel 1846, negli Stati Uniti viene messa a punto la prima gelatiera: un mastello pieno di ghiaccio e sale dove vi è infilato un cilindro metallico con l'impasto da gelare che viene girato con una manovella. All’America si deve anche l'invenzione del ghiacciolo: un bicchiere di frutta con un cucchiaio dentro, messo a raffreddare. |
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